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Antonio Santoro racconta i corsi AssoAPI

Antonio Santoro racconta i corsi AssoAPI

Antonio Santoro

Frequentare un corso online è una consuetudine a cui in molti ormai ricorrono per accedere a una formazione spesso più economica e soprattutto fruibile in ogni momento, a seconda dei propri impegni, e su ogni tipo di device (computer, smartphone e tablet). Ma un corso di cucina può essere efficace se fatto seguendo tutorial online e dispense? In America il successo di Rouxbe.com, piattaforma di e-learning dedicata alla cucina, attiva da 10 anni, fa dire di sì. Ma quella è l'America, potrebbero rispondere in molti. In Italia a confermare la possibilità di diventare cuochi con un corso online è Antonio Santoro, responsabile formazioni AssoAPI, associazione di artigiani legati al mondo della ristorazione.

Nata negli anni '90, AssoAPI si occupa di promuovere attraverso il circuito CEA la cultura culinaria italiana all'estero. Le attività dell'associazione si sono poi spostate sulla formazione, su richiesta delle stesse aziende aderenti al circuito. Nascono così otto corsi online dedicati alle professioni del food che, grazie a partnership con grandi realtà alimentari italiane (una su tutte, Coop), permettono agli studenti di accedere a un periodo di stage per essere poi traghettati, attraverso un'assistenza non stop, verso il mondo del lavoro. Vediamo, attraverso le parole di Antonio Santoro, perché un corso per cuoco online fatto con AssoAPI è una scommessa vincente sul proprio presente e futuro.

 

Da dove nasce l'idea di una scuola di cucina completamente online?

Volevamo offrire qualcosa di completamente nuovo rispetto alle mille scuole di cucina oggi sul mercato. Dato che da anni si fanno le stesse cose nell'ambito della formazione del food, abbiamo pensato di servirci delle nuove tecnologie per formare le giovani generazioni sui mestieri tradizionali, legando i vantaggi della tecnologia all'insegnamento di qualità.

 

Cosa volete offrire a chi sceglie i corsi AssoApi?

Vogliamo far raggiungere loro due obiettivi: prima di tutto permettere ai nostri corsisti di imparare un mestiere. Alla fine del corso devono essere autonomi nel mondo del lavoro, secondo il corso scelto. Poi vogliamo aiutarli a trovare lavoro. Negli anni abbiamo visto come per trovare lavoro non sia sufficiente imparare un mestiere ma è necessario associare un supporto che aiuti l'allievo a entrare nel mondo del lavoro. Infatti se lasciati soli alla fine del corso, le possibilità degli studenti di trovare lavoro si riducono drasticamente. Invece aiutandoli a inserirsi, mettendo a frutto con loro quello che hanno imparato, la storia cambia. Grazie agli accordi fatti con aziende come Adecco e Randstad, siamo oggi in grado di risolvere queste criticità.

 

Come funzionano i corsi AssoAPI?

C'è una piattaforma di e-learning, a cui l'allievo accede con username e password personali. Qui può consultare moduli didattici, video, slide. I video non sono dedicati solo a delle ricette, ma spiegano soprattutto le tecniche culinarie. Prima di passare allo stage il corsista deve dimostrare di aver appreso le tecniche di base, ad esempio, del mestiere di pizzaiolo, come l'impasto, lo staglio o la stesa. A questo scopo sono state create apposite esercitazioni pratiche, che mirano a mettere in pratica le tecniche. Le prove vengono documentate con fotografie e video. Alla fine di ogni modulo c'è un test che permette di per poter accedere al modulo successivo. A questo affianchiamo l'assistenza continua di un tutor personale che segue online il singolo allievo, e del docente del corso, sempre pronto a rispondere a tutte le domande del corsista. Per l'assistenza del tutor usiamo Skype: si discute con l’allievo dell’andamento del corso, si risolvono i problemi, si verifica che l'allievo, al di là dei test, abbia fatto le esercitazioni assegnate e abbia un livello adeguato per passare alla fase successiva del corso. A breve ci saranno delle video lezioni in diretta: organizzeremo dei webinar in cui lo chef sarà in collegamento con tutti gli alunni, che così potranno eseguire in tempo reale ciò che viene spiegato. 

 

Dopo la formazione teorica, AssoAPI offre un periodo di stage in una realtà lavorativa del mondo del food: quali crede sia l'atteggiamento giusto da tenere in questo periodo di formazione pratica? Quali le difficoltà e quali le opportunità?

Al di là della mitologia televisiva, gli stage sono faticosi: si lavora duramente e non sempre è facile affrontare l'intero periodo di prova. Per questo, il rapporto creatosi tra tutor e allievo e tra quest'ultimo e il docente sono preziosi per esplorare nel modo giusto dubbi, turbamenti e paure che naturalmente sorgono durante la fase di stage.

Lo stage è la prova del nove per capire se si è tagliati per quel mestiere. Per essere consapevoli del mestiere c'è bisogno di sperimentarlo sul campo, in una realtà in cui si mettono in pratica tutte le tecniche apprese, confrontandosi con le gerarchie in cucina, con la competizione tra i vari stagisti. Le difficoltà sono principalmente legate alla fatica del lavoro. Le opportunità però da cogliere in questa fase sono tante: prima fra tutte, la possibilità di mostrare davvero le proprie capacità per un periodo che varia da 1 a 6 mesi. Abbiamo visto che nell'80% dei casi l’allievo che trova lavoro dopo un corso AssoAPI, rimane nell'azienda che gli ha offerto lo stage, perché è entrato in sintonia con lo staff e con lo chef.

 

Quali attestati vengono rilasciati alla fine del corso?

Vengono rilasciati un diploma di specializzazione, l'attestato di stage con la lettera di referenze dell'azienda ospitante e l'attestato HACCP. Tutti i titoli possono essere rilasciati anche in inglese. Nell’ottica del continuo miglioramento della qualità dei nostri corsi abbiamo intrapreso un percorso di adeguamento dei contenuti e delle procedure ai più rigorosi standard professionali e formativi previsti in Europa per il rilascio delle qualifiche professionali. A breve i nostri corsi saranno certificati da un ente terzo. Tutto ciò renderà ancora meglio distinguibile la qualità e l’unicità dei nostri corsi.

 

Quali crede siano i vantaggi del frequentare un corso solo online? Non pensa che non lavorare nel laboratorio con uno chef in carne e ossa durante la formazione possa danneggiare l'apprendimento?

C'è un primo grande vantaggio: la possibilità di esercitarsi continuamente, grazie ai video e al fatto di non stare in laboratorio ma comodi e concentrati a casa propria. In aula, in presenza di altri studenti che assistono con lui alla lezione, si ha un'unica occasione per imparare ed esercitarsi. Poi anche l'interazione con il docente diventa più problematica, proprio per la presenza di altre persone e la mancanza del canale uno a uno, possibile invece sia con lo chef che con il tutor, grazie ai canali dedicati via Skype, email, sms… Inoltre i moduli possono essere fruiti in qualsiasi momento, adattando la formazione ai propri impegni e all'attuale realtà lavorativa: se si lavora, si può fare l'esercitazione durante il weekend. Un corso AssoAPI si può frequentare anche se ci si trova all'estero. Ad esempio abbiamo uno studente sardo che ora vive in Irlanda e che vuole aprire un panificio: ora sta frequentando il nostro corso di panettiere e poi, dopo lo stage in Sardegna, con l’assistenza di Assoapi aprirà una piccola attività proprio in Irlanda.

 

Siete in grado di rispondere alle richieste di corsi di formazione provenienti da studenti stranieri?

Proprio perché ci arrivano richieste da tutto il mondo abbiamo pensato di inaugurare Chef University, una piattaforma online che mira a promuovere in maniera diretta la cucina italiana all'estero attraverso corsi teorici di cucina e pasticceria, rivolti a persone che vogliono imparare il mestiere da una prospettiva italiane o che hanno già conoscenze di tecniche culinarie, ma vogliono aggiungere competenze sulla cucina italiana. Fra gli insegnanti ci sarà anche Valentino Librocampione del mondo di pizza 2014, che si occuperà dei corsi di pizzaiolo, per insegnare agli studenti stranieri come si fa una vera pizza italiana.

 

A chi si rivolgono i corsi assoApi?

In primo luogo ai giovani, che vogliono imparare un mestiere e che hanno anche capito che dopo tanti anni in cui si è promossa la formazione universitaria come unico e certo percorso per accedere al mondo del lavoro, è in realtà tempo di ritornare a lavori tradizionali. Perché fare il pane è importante; e fare uno di questi mestieri può essere la chiave per dare un senso alle esistenze di tanti giovani e un futuro al nostro Paese. Abbiamo studenti tra i 18 e i 30 anni, spesso anche laureati, che decidono di dare una sterzata alla loro vita grazie ai nostri corsi, riuscendoci con successo, diventando ad esempio personal chef. Poi ci rivolgiamo agli adulti, che già lavorano e che hanno voglia di cambiare vita, di trasformare quella che è una passione in un mestiere e di fare finalmente quello che piace. Infine ci sono gli over 50, rimasti senza lavoro, che vogliono reinventarsi un mestiere e che vedono nel food la possibilità di un riscatto.

 

Qual è il consiglio che vorrebbe dare a chi sta per iscriversi a un corso AssoAPI?

Il mio consiglio è quello di scegliere il corso che più si avvicina alle proprie passioni: tutti i corsi danno la possibilità di lavorare e da parte nostra c'è sempre il massimo sforzo, ma abbiamo constatato che quando dietro c'è la passione, il corso e soprattutto lo stage non pesano. Apprendere e poi lavorare non sono più un sacrificio e i risultati lo dimostrano.

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