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Come lavorare in un hotel Hilton

Come lavorare in un hotel Hilton

lavorare all'Hilton

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La parola Hilton è da sempre associata ai concetti di ospitalità ed esclusività. Appartengono a questa catena alberghiera alcuni degli hotel più prestigiosi del mondo. Solo in Italia Hilton presidia il territorio con alcune perle del settore quali il Rome Cavalieri Waldorf Astoria Hotel, l'Hilton Milano o l'Hilton Molino Stucky a Venezia. In questi alberghi si respira la vision Hilton in ogni dettaglio, vision sintetizzata nello stesso nome della catena. Ci spiega Fausto Ciarcia, Cluster HR Manager per Hilton in Italia, che ad ogni lettera corrisponde un valore: “H” sta per “Honesty” (onestà), “I” per “Integrità”, “L” per “Leadership”, “T” per “Teamwork” (lavoro di squadra), “O” per “Ownership” (capacità di gestirsi), “N” per “Now”. Tutti questi concetti sono fondamentali per l'azienda e li ricerca nelle persone che vogliono lavorare negli alberghi della catena. Vediamo come entrare nella grande famiglia Hilton.

Quali sono le professioni legate al food che ricercate?

Cerchiamo giovani che abbiano una forte motivazione e una preparazione nel mondo del food. Una delle caratteristiche che ricerchiamo nelle persone che vogliono lavorare con Hilton è l'internazionalità, la voglia di spostarsi. Non cerchiamo solo cuochi e addetti cucina: per noi è fondamentale anche avere addetti di sala o al servizio bar preparati. Spesso queste professioni non vengono tenute nella giusta considerazione. Si punta sulla cucina per la rilevanza mediatica, ma il servizio bar e di sala hanno un'importanza notevole.

 

Quanto conta la formazione delle persone che lavorano per Hilton?

Siamo un punto di riferimento anche da questo punto di vista. Abbiamo oltre 1200 dipendenti che ruotano nelle nostre strutture. Offriamo loro una formazione continua a chi lavora per noi grazie ai nostri trading manager, i tutor. Inoltre siamo molto attenti ai programmi di alternanza scuola-lavoro per gli studenti. Hilton ha anche piattaforme formative che i dipendenti possono usare in stanze a loro dedicate.

 

Quali sono i paesi in cui si apprende di più?

Per quanto riguarda la cucina e la presentazione dei piatti, i paesi orientali sono sicuramente quelli più stimolanti dal punto di vista formativo. Per il servizio di sala, la Francia. Per l'organizzazione dei ristoranti, la Gran Bretagna. Ma non mandiamo i nostri dipendenti all'estero per imparare nuove tecniche: puntiamo più a una crescita umana, grazie al contatto con altre culture. Non si cresce professionalmente senza una crescita interiore e personale.

 

Quali sono le qualifiche professionali richieste per ogni professione?

Per chi lavora in cucina, chiediamo un percorso di studi presso istituti alberghieri nazionali e internazionali, o in strutture formative nazionali, realtà che stanno acquisendo quel tipo di importanza che forse non hanno mai avuto prima. Poi le risorse devono conoscere il web e saper leggere i dati per organizzare bene il budget, capacità indispensabile anche per un cuoco. Che, tra le sue capacità deve avere anche quella di saper comunicare i propri piatti al cliente. Ovviamente deve avere il certificato HACCP. Mi sento comunque di dire che oggi nel mondo della ristorazione è sempre più difficile trovare chi non è competente, oggi rispetto al passato

 

Quali sono le doti personali più importanti che il candidato deve avere per entrare nel gruppo Hilton?

Le doti personali sono declinate nella stessa parola Hilton: ad ogni lettera corrisponde un valore: “H” sta per “Honesty” (onestà), “i” per “Integrità”, “l” per “leadership”, “t” per “teamwork” (lavoro di squadra), “o” per “ownership” (capacità di gestirsi), “n” per “now”. Aggiungo che per noi è molto importante avere la volontà di imparare dagli altri e la voglia di affrontare nuove sfide.

 

Quale ritiene sia l'impatto di tutto il mondo food offerto da Hilton sui clienti?

Non puntiamo solo alla creatività delle ricette e all'abbinamento dei gusti, completati da una presentazione del piatto d'eccellenza. Vogliamo che il servizio al tavolo e la comunicazione del piatto siano perfetti e mettano l'ospite a proprio agio. Non si può più dividere l'esperienza di cucina dal servizio offerto. Chi lavora per noi deve rispettare i valori della compagnia, dove la missione è essere la società alberghiera più importante del mondo ed essere la prima scelta per investitori, lavoratori e viaggiatori.

 

Cosa valuta con più attenzione quando va al ristorante?

Ho sempre in mente una specie di check list: quando vado al ristorante, osservo l'ambiente e l'accoglienza al tavolo. Poi valuto la pulizia, la mise en place del tavolo, elementi che ci fanno sapere se siamo nel posto giusto. Poi c'è la qualità del cibo, ma sono sempre le persone che fanno la differenza: quindi va valutata la persona che ti accoglie e come ti accoglie. Il punto è sentirsi a proprio agio.

 

Cosa non deve mai fare chi lavora per Hilton?

Non si può prescindere dall'onestà e dal rispetto dei nostri principi e da quelli di una comunità di lavoro. Rifacendomi a una massima del nostro fondatore Conrad Nicholson Hilton, la visione e l'impegno di tutti noi è quello di “riempire il mondo con la luce e il calore dell'ospitalità”

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